mercoledì 5 maggio 2010

Io & i The Blacklies


Scusate l'assenza prolungata, ma in questo periodo fortunatamente sto "lavorando" molto con la fotografia, quindi non mi rimane tanto tempo per tutto il resto, se poi teniamo conto che io sono elettricista e devo lavorare, capite bene che sono sempre in debito di tempo... Sono stato a Volterra all'interno di un podere in cui si trova uno stupendo cascinale, ancora da finire di ristrutturare, nel quale è stato disposto uno studio di registrazione.. Perchè ero li? Potreste giustamente chiedervi, la risposta è abbastanza semplice. Tra i tanti amici che ho, ne ho due che da quando eravamo piccoli sono sempre stati fissati sulla musica, ed hanno sempre avuto il desiderio di suonare in un gruppo, beh, con tanto sudore, sacrificio e impegno, andando avanti attraverso i più svariati problemi, tra cui la morte in età decisamente prematura, di un nostro Amico, Gabriele, che colgo l'occasione di ricordare e salutare, il bassista del gruppo, sono riusciti ad emergere e a cogliere i primi risultati, adesso siamo alla registrazione del secondo disco dei The blacklies.




Un po' per gioco, con Francesco, il cantante, abbiamo deciso di creare un making of del secondo album, riprendendo così, le varie tappe di registrazione, composizione, ed anche concerti, stiamo lavorando tutti sodo, ma credo che alla fine verrà fuori un gran bel lavoro, immagini e video che raccontano la nascita di un gran disco.. Per me è emozionantissimo, da forte consumatore di musica, e da musicista amatoriale, ritrovarsi completamente immersi in quel mondo per più giorni di seguito, è quasi come vivere in un sogno, un bellissimo sogno, e la cosa ancora più bella, è che io sono nel mezzo che riprendo tutto con foto e video che raccontano una grande storia.. Questa forse sarebbe una bella vita, almeno presa in pillole da questa sensazione, immerso nell'arte e nelle emozioni, quelle emozioni che arricchiscono l'animo, e ti permettono di vivere la vita in un modo sempre meravigliosamente diverso....





- Varo Cavalli http://varocava.blogspot.com

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giovedì 29 aprile 2010

La ricerca di un linguaggio universale


Spesso, da quando ho iniziato a scrivere sul web, mi sono trovato davanti al problema di essere compreso chiaramente.. Mi sono spiacevolmente accorto, che l'ignoranza è dilagante, non solo per pigrizia di apprendimento, ma soprattutto per incomprensione di contenuto.. Ogni giorno purtroppo, nonostante cerchi di scrivere nel modo più chiaro possibile, almeno per me, mi trovo costretto a dover spiegare concetti, parole, frasi, ho sempre chiamato questo problema, quello del linguaggio universale. Proseguendo nel mio percorso, cerco di arrivare ad un compromesso dialettico in modo che tutti possano capire cosa sto dicendo, ma purtroppo non riesco a trovare una via d'uscita per questo problema.. Le riforme sulla scuola, certamente non aiutano, indebolendo ulteriormente l'apprendimento delle nuove generazioni, intrappolate in un lavaggio del cervello mediatico continuo, fatto di pochi vocaboli, e di ancor meno, concetti.. Io comunque tengo duro e vado avanti, cercando di migliorare il  modo di esprimermi, in modo tale da essere compreso da più persone possibile, cercando inoltre di farle ragionare..



- Varo Cavalli http://varocava.blogspot.com

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domenica 25 aprile 2010

I Racconti di Aldo : L'incontro..


Un' altro bellissimo racconto di mio padre, pieno di emozioni, che vi propongo con molto piacere...
Buona lettura..



Una mattinata piovosa e fredda. Aldo, parcheggiata l’auto in uno spiazzo erboso, stava aspettando al riparo di una tettoia di legno l’arrivo dell’amico Alberto. Fra pochi minuti avrebbe rivisto sua madre dopo 35 anni. Dopo tutto quel tempo non se lo sarebbe mai aspettato e nemmeno voluto. Era passata una vita, la sua vita. I figli erano diventati grandi, lui aveva fatto un mucchio di cose. Era diventato un uomo la cui passione per il proprio lavoro e quella di cercare di approfondire le cose del mondo, gli avevano mitigato le ansie giovanili. Ora si sentiva o si credeva forte, comunque quell’incontro l’avrebbe evitato volentieri.

Di li a poco arrivò Alberto, un medico suo amico. Dopo un breve saluto e banali commenti sul tempo, tanto per stemperare la tensione densa come una marmellata, si incamminarono lungo una strada di terra battuta che sfregiava un campo verde smeraldo. In fondo alla strada vedevano la costruzione dove Aldo avrebbe rivisto sua madre. Camminavano fumando e senza parlare, senza nemmeno ripararsi da una pioggia fitta e leggera che faceva luccicare l’erba del prato.
In breve raggiunsero il cancello di ingresso dove due uomini con una cappa grigia li stavano aspettando.
Senza troppe cerimonie li invitarono a seguirli. Aldo non si sentiva particolarmente incuriosito, anzi. Sapeva perfettamente che, come gli capitava ogni volta che doveva affrontare situazioni a lui poco note e per le quali non era particolarmente attrezzato, la sua mente faceva scattare dei meccanismi di difesa che di fatto consistevano nel limitare le capacità di relazionarsi con la realtà. Era come se ciò che stava vivendo in prima persona, lui stesso lo osservasse stando ad una certa distanza dalla situazione reale. Questo lo isolava dal contesto e gli dava la possibilità di decidere con una certa calma su cosa fare e come reagire. Spesso questo meccanismo era uno spiacevole ostacolo al vivere le emozioni con immediatezza e genuità. Ma era così! Non aveva mai approfondito se quella fosse una cosa comune nel genere umano o no.
Ogni tanto Alberto lo guardava per cercare di capire se tutto andava bene, ma dall’atteggiamento di Aldo non era in grado di trarre alcuna informazione.
Il posto era veramente molto tranquillo e ben curato. Vialetti di ghiaia delimitati da alberi verdi e slanciati verso il cielo, portavano verso piccole ma pretestuose costruzioni sulle porte delle quali erano posti vasi di fiori colorati e freshi. C’erano anche degli spiazzi erbosi con panchine di marmo e piccole fontane che avevano l’evidente pretesa di rendere il luogo il più accogliente possibile.
In pochi minuti erano arrivati dove Aldo avrebbe rivisto sua madre.
Prima di voltarsi verso il luogo dove stava la donna, Aldo si informò brevemente sulle sue condizioni. Fu presto rassicurato che nonostante il tempo trascorso era in buone condizioni. Ora doveva solo girarsi.
Il movimento era breve, ma in quel lasso di tempo Aldo capì che il famoso meccanismo di prevenzione delle emozioni, non stava funzionando al meglio.
Improvvisamente si ricordò nei minimi particolari il momento nel quale sua madre l’aveva lasciato. Fu drammatico, ma inevitabile. Tutto l’amore che madre e figlio si erano scambiati si era trasformato in dolci ma brucianti ricordi.
Ormai non c’era più tempo. Aldo si era girato.
La sorpresa fu immensa. Sua madre era li. Il suo aspetto era quello di 35 anni prima. Per lei il tempo non era passato se non per il colorito della sua pelle e per i capelli ormai molto radi. Incredibile, lui era invecchiato, lei no! Altro che guardare le situazioni dall’esterno!
Ripresosi dalla sorpresa, Aldo la guardo con interesse quasi scentifico. Scrutò con insistenza il suo viso quasi volesse intravvedere un impossibile mutamento dell’espressione. Passo lo sguardo su tutto il suo gracile corpo racchiuso in un elegante vestito scuro abbellito con delicati motivi floreali.
Lo sguardo si soffermò sulle sue mani lunghe, affusolate, ben curate.
Voleva parlarle, ma sapeva che non l’avrebbe sentito. Voleva abbracciarla, farle sentire quanto ancora le voleva bene nonostante il drammatico distacco, ma lei non avrebbe reagito. L’unica cosa che fece fu quella di fotografare nella propria mente quell’istante.
Un brivido gli percorse il corpo dalla testa ai piedi. Si appoggio solo per un attimo al braccio di Alberto e per darsi un minimo di contegno si accese una sigaretta.



Uno degli uomini che li aveva accompagnati gli si avvicinò con circospezione rispettoso della situazione che intuiva Aldo stesse vivendo e con voce di circostanza gli disse:”Caro dottore sua madre è in ottime condizioni. Il processo di mumificazione non è assolutamente completato. La riesumazione non può essere eseguita. L’unica cosa da fare è quella di ricoprirla di terra senza rimettere il coperchio della bara. Lei è d’accordo?”
Aldo senza dire una parola e senza tradire alcuna emozione, anche se nella sua testa regnava il caos più assoluto, lo allontanò con gentilezza e raccolta una pala da terra, avvicinatosi alla fossa, dopo aver dato un ultimo ed irripetibile sguardo a sua madre, iniziò a coprirla con la terra bagnata dalla pioggia fitta e sottile.
Marina di Pisa 24 aprile 2010



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mercoledì 21 aprile 2010

Una strana manifestazione



Sabato 17/04/2010, a Roma c'è stata una manifestazione molto particolare, a cui ho partecipato volentieri, anche se onestamente, il fatto che sia stata fatta, risulta quanto meno assurdo.. L'antefatto è l'arresto dei tre volontari di emergency da parte delle truppe alleate afgane, con sostegno degli inglesi, che hanno partecipato attivamente alla retata in cui sono stati "sequestrati" i tre eroi nostrali, accusandoli addirittura di terrorismo. Dopo il sequestro lampo, l'ospedale è stato evaquato, e guarda caso sono venute fuori, cinture esplosive e armi di vario genere.. Adesso il dubbio nasce spontaneo, saranno mica stati i militari a mettere le armi all'interno dell'ospedale? O ancora meglio, potrebbero essere solamente le armi sfilate ai feriti quando vengono portati in ospedale? I nostri tre eroi, sono rimasti sequestrati per circa una settimana con la fantastica accusa di terrorismo!! Il nostro governo come sempre ha dimostrato di essere in un certo qualmodo con la coscienza sudicia, ma più che altro di essere contro emergency, accusandoli più volte in vario modo e da diversi esponenti, di curare anche il nemico! Affermazione più stupida e meschina non poteva essere fatta, solo uomini mossi dagli interessi e completamente lontani dalla realtà possono dire cose del genere.. Il paradosso della manifestazione, sta nel fatto che tutto il mondo doveva manifestare sdegno per ciò che è accaduto, Frattini non doveva nemmeno sognare di avere qualche dubbio al riguardo, i potenti, devono capire che non si gioca con le vite umane. Emergency aiuta indistintamente tutti i feriti su un campo di guerra ipotetico, qualsiasi siano le fazioni, il coraggio di questi uomini andrebbe lodato ogni giorno, e ognuno di noi dovrebbe sostenere queste persone e prenderle come esempio di vita.. Coraggio ragazzi continuate così, noi siamo con voi..









- Varo Cavalli http://varocava.blogspot.com

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sabato 17 aprile 2010

Oggi tutti a Roma a sostenere Emergency







Un'altra giornata importante ci attende, un altra manifestazione per far valere i diritti dell'uomo.. Io ci sarò per far vedere al mondo che ci sono persone che non si stancano mai di lottare per la giustizia... Roma stiamo arrivando!!







- Varo Cavalli http://varocava.blogspot.com

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